L’alleanza Movimento 5 Stelle – Lega c’è già (e vale il 54% dei consensi)


(La nostra analisi per Today.it)

La collaborazione per la stesura del “Contratto per il governo del cambiamento” e il successivo accordo trovato dai leader delle due formazioni politiche per la scelta dei ministri potrebbe rappresentare la base per una successiva alleanza di natura puramente tattica o elettorale.

Il cartello Movimento 5 Stelle – Lega, in così pochi mesi, ha già uno storico alle spalle per poter presentarsi alle elezioni anticipate senza troppi clamori. Una campagna elettorale, la prossima, che con molta probabilità dovrà giocarsi principalmente sul ruolo dell’Europa e riuscire poi a vincere per poter giustificare totalmente la scelta di un ministro come Paolo Savona all’Economia. Un tema che nell’ultima campagna elettorale per le elezioni politiche non è stato centrale, come invece lo sono stati l’abolizione della Legge Fornero, la Flat Tax, immigrazione e reddito di cittadinanza, sul quale i due movimenti hanno raggiunto rispettivamente il 32,7% e il 17,4%.

Alle elezioni del 4 marzo le urne ci hanno consegnato un Paese diviso in due: un nord nel quale primeggiava la Lega (come primo partito della coalizione di centrodestra), anche nelle regioni un tempo chiamate “rosse” e un sud nel quale il Movimento 5 Stelle ha stravinto in ogni collegio. Non a caso, uno studio dell’Istituto Cattaneo dimostra come un’ipotetica alleanza tra i due movimenti, ammesso che gli elettori si comportino nelle nuove elezioni come nelle precedenti, consentirebbe ai due partiti di conquistare circa il 90% dei seggi nelle due Camere: risulterebbe il più votato in 219 collegi su 232 (94,4%) alla Camera dei deputati e in 104 collegi su 116 (89,7%) al Senato.

Nella nostra media sondaggi settimanale le due attuali forze raggiungono insieme il 54,1% dei consensi, con il partito guidato da Matteo Salvini che sale di ben 6 punti  (ora al 23,4%) rispetto al risultato del 4 marzo scorso.

Ad oggi, il primo passo verso la conferma di questa nuova alleanza (o “referendum popolare sul Contratto di governo” come lo ha chiamato in questi giorni il deputato pentastellato Carlo Sibilia) sarà probabilmente la condivisione di intenti, al momento assente, da parte della Lega sull’impeachment avanzato dal Movimento 5 Stelle sul Presidente della Repubblica, e già appoggiato da Fratelli d’Italia.

Un cartello, questo, che potrebbe aprire nuovi scenari anche in visione delle prossime elezioni Europee del 2019, nel quale irrimediabilmente lo scontro tra sovranisti e non sarà al centro della campagna elettorale.

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