Le domeniche al museo, le parole del ministro e la semplificazione che cambia il messaggio

Nei giorni scorsi si è infuocato il dibattito sulle dichiarazioni del ministro dei Beni e delle attività culturali, Alberto Bonisoli, in merito alle sue dichiarazioni sulle domeniche gratis ai musei.

La semplificazione dei titoli su alcune testate giornalistiche (mentre nel corpo degli articoli le dichiarazioni del ministro sono riportate correttamente) e il conseguente dibattito che ne è scaturito, ha fatto crescere una realtà distorta rispetto a quanto veramente il ministro ha dichiarato sulle #domenicalmuseo, l’iniziativa lanciata nel 2014 dal suo predecessore Dario Franceschini, scelta che permetteva di entrare gratuitamente in tutti i musei statali la prima domenica di ogni mese. Bonisoli, per l’esattezza, non ha detto di voler cancellare questa opportunità ma di volerne eliminare l’obbligo.

Qui la dichiarazione della proposta di Bonisoli:

«Lascerò maggiore libertà ai direttori: se un direttore vuole la domenica gratuita non c’è nulla di male. È quando io lo obbligo a fare una domenica gratuita che non va bene. Ci sono alcuni siti, mi viene in mente l’esempio di Pompei, mi chiedo a novembre chi vada a Pompei. Magari a Pompei a novembre, addirittura tutte le domeniche del mese, il direttore mi dice: “Apriamo gratis perché il flusso turistico è di un certo tipo”. È quando io sono costretto dal ministero ad aprire la prima domenica di agosto con migliaia di turisti stranieri (…) che non va bene. Portare avanti questa iniziativa ben oltre il periodo per la quale era stata pensata non è una cosa che serve e fa bene al nostro paese e ai nostri beni culturali».

In base a quanto dichiarato dal ministro, dunque, ogni museo potrà decidere autonomamente se e quando consentire l’ingresso gratuito.

La misura introdotta da Franceschini

Parliamo del decreto del 27 giugno 2014 n. 94 il Ministero dei Beni e delle attività culturali (MiBAC), allora guidato appunto da Franceschini, aveva stabilito che, a partire dal primo luglio di quell’anno, “La prima domenica di ogni mese è in ogni caso libero l’accesso a tutti gli istituti ed ai luoghi della cultura di cui all’articolo 1, comma 1” del decreto ministeriale 507 dell’11 dicembre 1997.

Questi sono: “monumenti, musei, gallerie, scavi di antichità, parchi e giardini monumentali dello Stato”.

L’elenco completo dei “monumenti, musei, gallerie, scavi di antichità, parchi e giardini monumentali dello Stato”, qui consultabile, ne comprende 486. A questi vanno poi aggiunti anche alcuni musei civici e privati che hanno liberamente scelto di aderire all’iniziativa.

L’andamento delle visite e degli incassi

L’andamento delle visite e degli incassi dei Musei sono in costante aumento ma questi dati non possono essere considerati strettamente correlati con l’efficacia della proposta in questione perché le domeniche gratis al museo non sono l’unica situazione in cui si può accedere al museo senza pagare: altre esenzioni, per età o per altre caratteristiche, fanno sì che la quota dei non paganti nei musei italiani sia comunque consistente.

In più c’è da tenere in considerazione il fatto che esistono diversi musei gratuiti sempre e per tutti, in cui sono entrati solo nel 2017 oltre 15 milioni di visitatori.

Tornando comunque ai dati, secondo il MiBAC, nel 2013, l’ultimo anno prima che venissero introdotte le prime domeniche del mese gratis, i visitatori erano stati poco meno di 38,5 milioni, di cui 17,6 milioni paganti, e gli introiti vicini ai 126,5 milioni di euro. Negli anni precedenti (2008-2012), i visitatori complessivi sono stati 33,1 milioni nel 2008, 32,4 milioni nel 2009, 37,3 milioni nel 2010, 41,2 milioni nel 2011 e 37,2 milioni nel 2012. Una crescita del 12,4% circa nel quinquennio.

Tra questi, i visitatori paganti sono stati 15,6 milioni nel 2008, 14,6 milioni nel 2009, 15,5 milioni nel 2010, 17,2 milioni nel 2011 e 16,8 milioni nel 2012. Nei cinque anni, una crescita del 7,7%.

Dal 1 luglio 2014, invece, i visitatori complessivi sono cresciuti con costanza (e ovviamente anche gli introiti): 40,7 milioni nel 2014 (+2,7 milioni sull’anno precedente), 43,3 milioni nel 2015 (+2,6 milioni), 45,4 milioni nel 2016 (+2,1 milioni) e 50,1 milioni nel 2017 (+4,7 milioni). Da circa 38 milioni a circa 50: nel quinquennio, una crescita percentuale di poco superiore al 30%.

L’apporto dei visitatori non paganti grazie alle prime domeniche del mese gratis è complessivamente di circa 12 milioni di persone nell’arco del quinquennio. Il loro numero è stato abbastanza costante negli anni: nel solo 2017 ne hanno approfittato più di 3,5 milioni di visitatori. Nel 2016 erano stati 3,1 milioni abbondanti, nel 2015 3,5 milioni e nel 2014 (nel secondo semestre, dato che l’iniziativa è cominciata il 1° luglio) 1,5 milioni circa.

In conclusione, dall’entrata in vigore delle domeniche gratis al museo, il primo luglio 2014, il numero di visitatori nei musei italiani, sia complessivi che paganti, è cresciuto con costanza e quello degli introiti è cresciuto più che proporzionalmente. Ma prima che la misura fosse introdotta, prendendo come esempio i cinque anni precedenti (2008-2012) si era già comunque registrata una crescita, dei visitatori, complessivi e paganti, e degli introiti, anche se in maniera ridotta.

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