Due vicepremier a confronto: i motivi del sorpasso di Salvini a Di Maio

(La nostra analisi su Today.it)

Il sorpasso. Il titolo del film-capolavoro di Dino Risi oggi può essere applicato alla media dei sondaggi politici, dopo i primi cento giorni di governo gialloverde, con la Lega che supera il M5s: Salvini mette la freccia e, secondo gli istituti di ricerca, guarda il collega vicepremier Di Maio dallo specchietto retrovisore. Il ritorno della nostra media, dopo la pausa del mese di agosto, fotografa distanze importanti fra i due alleati di governo, in senso diametralmente opposto rispetto alle elezioni dello scorso 4 marzo e da come ci eravamo lasciati solo 30 giorni fa all’ultimo appuntamento.

Sondaggi politici: Lega in salute

La Lega di Matteo Salvini sembra essere il partito più in salute, superando i partner dell’esecutivo e toccando quota 32,4% (+2,7%), contro il 27,8% del Movimento 5 Stelle, in calo (-2,4%) rispetto alla nostra media sondaggi di fine luglio. Dati che fanno comprendere come in ballo ci sia il rapporto di forza tra Salvini e Di Maio. A partire dal tema immigrazione. Non sfugge, infatti, che rispetto alla questione della nave Diciotti il 66% dei votanti Cinquestelle ha condiviso la posizione politica di Salvini; mentre i critici comunque non sono attratti dalla linea dei democratici. Come si sarebbero comportati gli elettori dopo il caso Diciotti e il crollo del Ponte Morandi era un’incognita, soprattutto per via della gestione di entrambi gli eventi che hanno suscitato più di un contrattacco da parte dell’opposizione, anche se in maniera debole.

Gli argomenti dei due leader

I motivi di questo andamento, quindi, possono essere ritrovati con le scelte degli argomenti dei due leader. Se da un lato il Viminale ha ampio margine di manovra su migranti e sicurezza; dall’altro, il capo politico pentastellato se la deve vedere con le spaccature interne allo stesso MoVimento, a partire dalle infrastrutture. Dopo Genova emerge la difficoltà nel parlare di grandi opere: il caso della Gronda, la rete viaria allo studio per non far asfissiare il ponte Morandi del capoluogo ligure, con il no dei grillini, è esemplificativo. Così si cerca di spostare il focus puntando alla nazionalizzazione delle autostrade, su cui restano i distinguo interni. Sarà da monitorare il trend della prossima settimana per capire quali cifre saranno confermate; in particolare, quanto inciderà la decisione del Tribunale del Riesame che ha accolto il ricorso della Procura di Genova e ha dato il via libera alla confisca dei 49 milioni di euro alla Lega.

Ciò che appare evidente, in tutta questa successione di eventi, è la crescita di Matteo Salvini non solo come leader politico ma anche come vip, al pari di un attore o calciatore famoso. La sensazione è che gli avversari oltre a sconfiggere il Salvini politico, dovranno affrontare anche un Salvini umano e probabilmente quest’ultima sarà la parte più complicata. Anche perché il segretario della Lega difende i problemi che gli italiani sentono più vicini alla loro condizione, come migranti e soldi alle famiglie; alternando le comunicazioni social con un pranzo ‘italiano’, una birra, una gita in barca con la sua compagna.

Flat tax e reddito di cittadinanza

Il prossimo confronto tra i due vicepremier, dunque, sarà sui cavalli di battaglia usati in campagna elettorale da due forze che cento giorni fa erano dalla parte opposta della barricata: flat tax e reddito di cittadinanza. In questo scenario, con due protagonisti che occupano tutto lo spazio possibile; stabile al 3,7% Fratelli d’Italia, un dato che permette ancora di sperare in vista delle Europee; 8,9% per Forza Italia e 17,2% il Partito Democratico. Quest’ultimo, rimanendo in ottica elezioni Europee, prossimo principale appuntamento nel 2019, ha iniziato già la sua campagna per il congresso che si terrà il prossimo febbraio: sfida interna che gioverà dal punto di vista mediatico e, se costruita bene, una base per crescere nei sondaggi e raccogliere nella tornata che si terrà da lì a pochi mesi.

Al momento, restano ancora troppo ancorati sulle questioni interne più che concentrarsi sull’opposizione per cercare un tentativo di recupero. La volata è iniziata, il traguardo è il rinnovo del Parlamento europeo nel 2019, ma il dato interessante è che l’area di governo resta intorno al 60%, come accaduto prima delle ferie estive. Segno che la luna di miele durerà ancora. Con questi numeri, possiamo affermare che l’esecutivo ha la fiducia della maggioranza assoluta degli italiani, (stesso indice di gradimento per il presidente del Consiglio Conte). Non era mai accaduto dal 2008, dai tempi di Berlusconi, ultimo esecutivo ad avere un gradimento oltre il 50% dopo i primi cento giorni. Sempre che il ‘figliol prodigo’ Salvini non decida di tornare a casa, nel centrodestra. Area che, grazie all’ascesa del fu Carroccio, potrebbe avere la maggioranza assoluta dei seggi anche con il Rosatellum.

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