Elezioni, gli ultimi sondaggi prima del voto

(La nostra analisi su Today.it)

Chi vince le elezioni? A due settimane dal voto arriva lo stop alla pubblicazione delle rilevazioni demoscopiche e gli ultimi sondaggi rivelano come lo zoccolo duro di elettori è totalmente fidelizzato da non cambiare idea neppure in presenza di eventi che mescolano cronaca e politica come il caso della rimborsopoli pentastellata o le violenze di stampo antagonista a destra come a sinistra.

Elezioni, gli ultimi sondaggi prima del voto

Come dimostra l’analisi che Sartoria Politica ha effettuato per Today.it nell’ultima media sondaggi settimanale, elaborata prima dello stop alle rilevazioni demoscopiche in vista delle prossime elezioni politiche del 4 marzo 2018, si può notare come la vicenda dei bonifici dei parlamentari – emessi e poi revocati per il fondo delle Piccole e medie imprese – non danneggi il Movimento 5 Stelle: il M5s è al 27,6%, restando così il primo partito nelle preferenze degli italiani. Le vicende romane dovrebbero aver insegnato questa lezione: le successive elezioni di Ostia ne sono la prova. Lo zoccolo duro di elettori è talmente fidelizzato da non cambiare idea, ciò è dovuto anche dal fatto che il M5s è un partito che espelle facilmente chi sbaglia con un’operazione immediata.

Sondaggi, la supermedia di tutte le rilevazioni

Secondo l’analisi di Sartoria Politica che tiene conto della media dei sondaggi dei maggiori istituti demoscopici, Forza Italia guida ormai da mesi il centrodestra con il 16,5% anche se, ad oggi, il leader Berlusconi non ha ancora indicato il Premier che governerà la coalizione in caso di vittoria.

Il caso Luca Traini e la marcia antifascista non danneggiano la Lega di Salvini che guadagna decimali (+0,3% rispetto la settimana precedente), confermando come il tema della “sicurezza” sia sempre un punto centrale in campagna elettorale. Ci troviamo, dunque, di fronte ad un elettorato “bloccato”: neanche eventi di cronaca, come quelli appena elencati, sembrano cambiare lo scenario politico attuale ormai consolidato.

Perde Fratelli d’Italia, che si attesta al 4,7%. Nel centrodestra, attenzione è rivolta verso la cosiddetta “quarta gamba”, Noi con l’Italia infatti potrebbe avvicinarsi sempre più alla soglia di sbarramento del 3%, che per Euromedia e Ipsos è ancora lontana di diversi decimali e per Noto invece comincia ad essere più concreta.

Elezioni, centrodestra unica forza vicina al 40%

Dal raggiungimento della quota 3% per Noi con l’Italia potrebbe dipendere la formazione o meno di una maggioranza di centrodestra, ora l’unica forza che – secondo le rilevazioni – si avvicina alla quota del 40%, necessaria per governare.

Sondaggi: scende il Pd, sale +Europa

Nel centrosinistra continua a scendere il Partito Democratico (23%, -0,3% rispetto alla media sondaggi della settimana precedente). L’intesa con il partito di Emma Bonino ha finito per avvantaggiare solamente +Europa, in avvicinamento alla soglia di sbarramento che gli consentirebbe di sbloccare seggi anche nel proporzionale: nei listini dei collegi uninominali ci sono 19 candidati della formazione di Emma Bonino in corsa per un seggio alla Camera. Secondo le regole della legge elettorale l’affermazione della formazione radicale finirebbe per indebolire il Pd.

Niente seggi per Verdi e Socialisti: la lista Insieme, alleata al Pd, è ampiamente sotto alla soglia di sbarramento del 3% così come gli ex Ap della lista Civica Popolare del ministro Lorenzin. Tuttavia se dovessero conservare l’1% delle preferenze, pur non ottenendo seggi nel proporzionale, andrebbero ad incrementare la percentuale della coalizione di centrosinistra. In caso contrario i voti andrebbero dispersi e il centrosinistra potrebbe contare solo sui voti accordati a Pd e +Europa.

Elezioni, decisivi i voti della sinistra

Secondo la media dei sondaggi elaborati da Sartoria Politica la formazione guidata da Piero Grasso Liberi e Uguali sarebbe ancora in una situazione di limbo: con il 5,6% la formazione composta da Mdp con Possibile e Sinistra Italiana sarebbe ampiamente sopra la soglia di sbarramento, ma ancora troppo debole per poter poi risultare incisiva nelle trattative post voto. Analizzando il trend, si può notare come la lista di Grasso-Boldrini-Bersani-D’Alema abbia avuto un calo nelle ultime settimane e anche nei periodi migliori non ha mai confermato la quota del 7% e ad oggi, nessun Istituto lo quantifica con una percentuale superiore al 6,1%.

Tutte le altre formazioni, secondo tutte le rilevazioni demoscopiche, non raggiungerebbero la soglia di sbarramento del 3% che consentirebbe loro di eleggere parlamentari: ecco che i voti attribuiti a CasapoundPotere al PopoloIl Popolo della FamigliaItalia agli Italiani (FN-FT) e Partito comunista, non essendo formazioni comprese in una coalizione, andrebbero dispersi.

Elezioni, incognita indecisi

Resta l’incognita di chi non vuole andare a votare: sono ben 18 milioni gli elettori indecisi secondo gli ultimi sondaggi elettorali SWG, una fetta importante di elettori che potrebbe fare da ago della bilancia: la maggioranza relativa (5,6 milioni) non ha alcuna preferenza e molto probabilmente alla fine non voterà; 5 milioni stanno cercando di orientarsi e solitamente cambiano voto ad ogni tornata elettorale; 4 milioni cercano di capire come avere più garanzie di governabilità e stabilità; 2,6 milioni di elettori guardano, invece, soprattutto al leader e devono ancora decidere quale sia quello al quale dare il voto; 800 mila hanno sempre votato, ora però sono delusi dal partito storico e devono decidere se turarsi il naso o meno.

Secondo l’analisi di Sartoria Politica che tiene conto della media dei sondaggi dei maggiori istituti demoscopici, se queste persone dovessero andare al voto il prossimo 4 marzo, i partiti che ne beneficerebbero di più sono il Pd e Forza Italia (circa del 2%); a seguire il Movimento Cinque Stelle (1,5%).

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