Elezioni, sfiducia e visione ostiacentrica: ecco perché gli elettori non votano

(Dal blog su RomaToday)

In questa nostra elaborazione dei voti di lista, si evidenzia un netto calo di quelli che sono considerate le prime forze a livello romano e nazionale: il Partito democratico che dai 19.278 voti conquistati nel Municipio X, nel 2013, e gli oltre 12mila lo scorso anno, oggi si ferma a 8.686; il Movimento 5 Stelle si blocca a quota 19.136 (30%), dopo che alle scorse comunali sfiorò, al primo turno, i 44 punti percentuali grazie a 38.622 preferenze ottenute.

Un punteggio, quello attuale, che comunque consente al M5s di restare il primo partito e conquistare il ballottaggio del prossimo 19 novembre, secondo turno che affronterà partendo così da una posizione privilegiata.

All’interno della coalizione del centrodestra, Forza Italia è la formazione che migliora di più la propria posizione nelle gerarchie interne della compagine: dai 4.925 voti, pari al 5,59% del 2016, oggi passa all’8,47%, con 5.355 voti. Segno più anche per Noi con Salvini: da 2.546 preferenze (2,89% nel 2016) a 2.632 (4,16%).  Perde, invece, quasi tremila voti Fratelli d’Italia, che mantiene comunque il suo primato all’interno della coalizione.

Casapound riesce quasi a triplicare i voti del 2016, raggiungendo la quota del 9%, 4.862 voti, attestandosi come quarta forza a livello territoriale; subito dopo Cinquestelle, Pd e FdI. A seguire la lista Laboratorio civico, con l’8,64% e 5.463 voti.

La politica si basa sui numeri. Eccoli.
Nel Municipio X l’affluenza finale si ferma al 36,15% (67.125 votanti su 185.661) contro il 56,11% registrato alle amministrative dello scorso anno e il 67,56% del referendum costituzionale. Un risultato dovuto principalmente alla scarsa capacità dei candidati di saper coinvolgere i cittadini, portando avanti una campagna elettorale silenziosa e una partenza della stessa in netto ritardo. Lo scorso 10 settembre all’Infernetto, a meno di due mesi dal voto, fummo noi di Sartoria Politica a mettere per la prima volta intorno allo stesso tavolo le maggiori componenti del centrodestra nel X Municipio.

Analizzando i dati sull’affluenza si nota subito di come la visione “Ostiacentrica” dei candidati, di cui vi abbiamo già parlato le scorse settimane, ha pesato sul dato finale. Gli elettori dell’entroterra, meno coinvolti, hanno preferito non recarsi alle urne; forse l’unico modo per far capire realmente il loro peso elettorale lasciato da molti in secondo piano. E il nubifragio che domenica 5 novembre ha colpito il litorale può essere interpretato come una tempesta politica da cui i partiti fanno fatica ad uscire se alle urne si reca poco più di un elettore su tre.

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