Governo, che cos’è il mandato esplorativo (e quante possibilità di successo ci sono)


(La nostra analisi su Today.it)

A quasi 50 giorni dalle elezioni, dopo due giri di consultazioni andati a vuoto, il capo dello Stato Mattarella ha affidato a Maria Elisabetta Alberti Casellati, presidente del Senato, il mandato esplorativo per risolvere l’impasse politica e dare il via alle prime fasi per la formazione del nuovo governo.

L’esperienza di tale mandato non ha mai prodotto effetti positivi nella nostra storia. I mandati esplorativi non sono mai la soluzione vincente per produrre una maggioranza dove il Presidente e le altre forze politiche avevano fallito. Il primo mandato esplorativo (poi fallito) venne affidato nel 1960 dal presidente della Repubblica Giovanni Gronchi al presidente della Camera Giovanni Leone, con lo scopo di verificare la possibilità di far nascere un governo di centrosinistra, a cui partecipassero socialisti e democristiani. Il secondo fu nel 1987, l’unico fino ad oggi affidato a una donna. Il governo in crisi di Craxi costrinse il presidente Francesco Cossiga ad affidare un mandato esplorativo alla presidente della Camera Nilde Iotti, deputata del Pci. L’anno precedente, in occasione di un’altra crisi di governo, lo stesso compito venne assegnato al presidente del Senato Amintore Fanfani, della Democrazia Cristiana. Si deve arrivare al 2008 per assistere all’ultimo incarico di questo tipo, quando Giorgio Napolitano affidò a Franco Marini, allora presidente del Senato, il compito di trovare una maggioranza con cui riformare la legge elettorale e tornare al voto, dopo la caduta del governo Prodi. Ma, anche qui, il tentativo non ebbe successo.

Possiamo dire, quindi, che il compito affidato questa volta a Maria Elisabetta Alberti Casellati non parte di certo con i migliori auspici, soprattutto alla luce delle attuali prese di posizione delle varie componenti e il crescere del consenso dei “vincitori percepiti”, Movimento Cinque Stelle (33,6%) e Lega (22%), che nell’elaborazione della nostra media sondaggi settimanale migliorano il loro risultato ottenuto lo scorso 4 marzo, a differenza di tutti gli altri partiti in campo. A partire da Forza Italia che scende a quota 11,5%; Partito Democratico 18,5%; Fratelli d’Italia al 4%; Liberi e Uguali al 2,6 andando sotto la soglia di sbarramento. La scelta della Casellati come Presidente del Senato può essere interpretata come una vittoria firmata Silvio Berlusconi che ha visto dividersi le presidenze delle Camere con il Movimento 5 Stelle ma, ora, i veti incrociati tra i due partiti (e i precedenti) non aiutano il lavoro dell’incaricata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *