Il Pd non tira e Renzi non è l’uomo forte: Piepoli fotografa il momento difficile dei dem

Sono trascorsi solo pochi mesi dalle dimissioni di Renzi da Presidente del Consiglio e lo scenario mostrato dall’Istituto Piepoli nella settimana dell’Assemblea PD è alquanto inedito.

Il Partito Democratico non gode di una grande popolarità e, stando a questi dati, partirebbe già sconfitto contro il Movimento 5 Stelle: solo un italiano su tre è convinto che il Pd sia in grado di vincere le elezioni. La percentuale scende al 23% quando si chiede se il partito sarebbe in grado di prendere il 40% dei voti e quindi ottenere il premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale. Il Pd viene considerato un partito poco unito (l’81% degli intervistati lo considera frammentario e composto da più correnti), prossimo a una spaccatura (per il 63% potrebbe dividersi) e poco vitale (tre italiani su quattro lo vedono così).


In un confronto diretto tra i leader della due compagini politiche, quelli del PD sono considerati mediamente più preparati e quindi maggiormente degni di fiducia: gli esponenti del Pd hanno raccolto un punteggio medio di fiducia di 45 contro il 40 raccolto da vertici del M5S.

Curioso è l’attuale posizione di Matteo Renzi (41), solo sesto su otto; al primo posto troviamo Michele Emiliano (56), poi Sergio Chiamparino (53) e Giuseppe Sala (51). Sull’altro versante è Chiara Appendino a raccogliere più fiducia dall’elettorato (63). Segue Alessandro Di Battista (50) e Luigi Di Maio (37).

Il leader del Movimento ha un indice di popolarità enorme (89%), ma raccoglie la fiducia solo del 29% degli intervistati.

Tirando le somme, il Movimento 5 Stelle gode di una migliore immagine nel complesso, ma di una minore fiducia rispetto agli esponenti del Pd. I Dem perdono terreno proprio a causa delle divisioni interne. La potenziale diaspora del Partito Democratico si trasforma in una maggiore attenzione verso la vittoria elettorale del Movimento Cinque Stelle che raccoglie una probabilità positiva quasi doppia di vincere alle urne rispetto al Pd: 51% contro il 32%.

Ma nonostante questi dati, se andiamo ad analizzare le intenzioni degli italiani il Pd risulta ancora il primo partito con il 32% seguito dal Movimento Cinque Stelle (27%). Insomma, gli italiani, in termini di voti reali, si dimostrano quindi ancora una volta molto prudenti e piuttosto allergici a percorrere strade nuove.

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