Il sondaggio Ipr non premia Bertolaso. Per il centrodestra non resta che Marchini

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Alfio Marchini sarebbe la speranza del centrodestra per vincere a Roma. Un sondaggio Ipr, di cui il Corriere della Sera è in possesso, dimostra come l’imprenditore sarebbe in grado di arrivare al ballottaggio e battere la candidata del M5S, Virginia Raggi.

Nella corsa al Campidoglio, i grillini si attesterebbero al 25,5%; secondo Roberto Giachetti, in corsa alle primarie del Pd (22%); Guido Bertolaso, ex capo della Protezione civile e candidato di una parte del centrodestra (21%), in ultima posizione Marchini che, da solo, vale 14 punti percentuali.

Con alleanze diverse, però, i valori cambiano. Secondo l’istituto di ricerca, Marchini sarebbe primo col 37% per popolarità e capacità, per gli elettori, di governare Roma; nelle intenzioni di voto salirebbe al 21%. Solo se Lega Nord e Storace (anche lui in corsa per il Campidoglio) decidessero di appoggiarlo. L’ingegnere che, prova a scrollarsi di dosso il rosso di suo nonno Alfio, sarebbe alla pari di Bertolaso, fuori dal ballottaggio. Ma vicino a Giachetti e Raggi. Se, invece, il centrodestra si schierasse tutto con l’imprenditore, l’ex ‘Calce e martello’ arriverebbe al 29% e sfiderebbe la candidata del M5S al ballottaggio. E qui la sorpresa: sarebbe lui il nuovo sindaco, conquistando il 52% dei consensi contro il 48%. Per gli altri sfidanti contro Virginia Raggi non c’è partita.

Di certo non sarà un sondaggio a eliminare Bertolaso dai giochi, per puntare tutto su Alfio Marchini, nonostante i mal di pancia del Carroccio a sostenere l’ex capo della Protezione civile. Questo weekend, inoltre, si terranno i banchetti organizzati da Noi con Salvini: una consultazione per sondare l’opinione dei cittadini romani su candidato sindaco e proposte elettorali.

Alla luce di un sondaggio Swg commissionato direttamente dalla Lega, il centrodestra diviso non arriverebbe al secondo turno, finendo dietro Pd e M5S. L’indagine, poi, boccia Bertolaso: il 68% degli intervistati lo considera poco o per niente adeguato e nel giudizio pesano i suoi guai giudiziari. Il 2% pensa che non abbia mai avuto alcun problema, per il 10% è tutto risolto e il 25% ritiene sia stato indagato per fatti marginali mentre per il 43% lo è per fatti gravi.

Di fronte a questi numeri, la tentazione di Salvini: correre da solo a Roma, così come a Bologna e a Torino. Anche a costo di rompere con Giorgia Meloni e i suoi Fratelli d’Italia.

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