Italicum, il giorno della Consulta con l’illusione del proporzionale ma gli elettori vogliono l’uomo forte al comando

Ballottaggio, premio di maggioranza, pluricandidature, capilista bloccati: sono i quattro punti sotto esame della Consulta, chiamata oggi ad esprimersi sull’Italicum. La legge elettorale voluta dall’ex premier Renzi e cucita dall’ex ministro Boschi che nessuno vuole più, dopo averla votata in Parlamento, e che – con una bocciatura della Corte Costituzionale – aprirebbe scenari di calcoli sul Proporzionale. Con una certezza: gli italiani vogliono l’uomo forte al comando.

BALLOTTAGGIO – Il doppio turno, che scatterebbe solo nel caso nessuno riuscisse a superare il tetto del 40%, potrebbe essere censurato dalle toghe per la mancanza di una soglia minima di accesso, proprio come accadde per il famoso Porcellum. Altro rischio: maggioranze diverse tra Camera e Senato.

PREMIO – Diversamente dal premio di maggioranza senza soglia del Porcellum, un meccanismo che fu ritenuto “distorsivo” della rappresentanza, quello previsto nell’Italicum al primo turno ha una soglia minima di accesso ed anche piuttosto elevata (40%). Su questo aspetto, dunque, probabile che arrivi l’ok dei giudici.

PLURICANDIDATURE – Grazie all’Italicum i capilista possono presentarsi in dieci collegi diversi e poi decidere in quale di questi far scattare l’elezione.Potrebbe essere considerato leso il diritto degli elettori nella scelta del proprio candidato da eleggere. Diritto più volte citato nella censura sul Porcellum.

CAPILISTA BLOCCATI – Le liste bloccate furono al centro del contendere tre anni fa, quando la Consulta fece scattare la bocciatura per la legge elettorale di Calderoli. Perché? Si trattava di elenchi lunghi, che l’elettore doveva votare in blocco. A differenza di quella precedente, la norma Renzi-Boschi prevede short list, due preferenze e capolista bloccato. Un punto che potrebbe essere salvato.

PROPORZIONALE – Il dibattito tra i giudici è aperto da questa mattina, sul proporzionale come sistema elettorale si discute da più tempo. Ma potrebbe essere solo un’illusione. L’ingresso del M5s nella politica italiana ha cambiato gli equilibri, come le convinzioni.

Non è detto che la grande coalizione in salsa italiana, imitando quella della Merkel in Germania, possa salvare una Forza Italia in caduta libera nei sondaggi e il centrosinistra che non sa se guardare al centro o a sinistra. Altra differenza: il partito più ostile alla grosse koalition è l’Alternative fur Deutschland pesca voti nell’ultra destra, ma con un bacino molto più limitato e ristretto di quello creato da Beppe Grillo con il Movimento 5 stelle.

UOMO FORTE AL COMANDO – I politici discutono di sistemi elettorali, gli italiani hanno già deciso: non importa la legge, gli elettori preferiscono l’uomo solo al comando. Trump, Grillo, Renzi: non importa. Quello che conta è che otto su dieci preferiscono chi ha le idee chiare, decide in velocità, anche se in autonomia. È l’Atlante politico di Ilvo Diamanti, pubblicato questa mattina su laRepubblica, a scattare la fotografia di un’Italia infatuata del leader forte. La colpa? La confusione.

Un modello forte soprattutto per i più giovani, anche grazie a due linee guida: personalizzazione e assenza di mediazione. L’uomo forte è, secondo l’analisi di Diamanti, colui che twitta, posta e va in tv. Solo negli elettori di Sel questa prospettiva non è maggioritaria. Tra quelli di Forza Italia, invece, è pressoché totale. In Lega e Fdi siamo sull’80%, tra i grillini il dato è tre su quattro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *