La preconfezionata diretta Facebook di Virginia Raggi

(Dal blog su RomaToday)

“Il bello della diretta”: lo dicono, di solito, i giornalisti o i conduttori che devono far fronte agli imprevisti della messa in onda. Il bello della diretta è che è vera, reale e imprevedibile. La bravura sta nel riuscire a districarsi tra questi eventi non preventivati. Quando la decisione di rispondere in real time alle domande di cittadini ed elettori è presa da un amministratore la scelta va osannata ed esaltata. Solo, però, se non pre-confenzionata.

È proprio quello che ha fatto Virginia Raggi, lo scorso martedì 31 ottobre. Sulla scia dell’ex premier Matteo Renzi o per seguire l’esempio dell’assessore che risponde (con tanto di hashtag); il sindaco di Roma ha premuto il tasto rec e sugli schermi di facebook ha dato le sue risposte, a domande scelte e selezionate: non quelle formulate in diretta. Almeno, sembrerebbe così a guardare il video e a notare come l’inquilino del Campidoglio leggeva da fogli A4 più che dallo schermo del pc. 

Troppo spesso Raggi ha fatto riferimento a una questione di competenze degli altri. Ha parlato degli ispettori ambientali, senza paura, quando ha fornito il numero: ce ne sono 40, altrettanti arriveranno. Un po’ pochini. Ha parlato della manutenzione ordinaria che ripartirà dal prossimo anno. Ha ricordato dell’importanza delle telecamere per la videosorveglianza, ma proprio il bando regionale è stato clamorosamente toppato dall’amministrazione M5s per documentazione incompleta.

Senza dimenticare quelli che sono rivendicati come successi: la manutenzione ordinaria delle condutture  da parte di Acea che diventa straordinaria, gli aumenti in bolletta per il servizio idrico che in realtà erano solo stati rinviati, il Tpl che funziona. Giustificandosi, come per le competenze, sulla questione del nuovo sistema di segnalazioni: “È complicato e su un nuovo sito che arriverà nel 2018”.

L’anno ‘siccitoso’, la lista ‘lasca’ per le graduatorie sulla casa, le delibere a ‘rotta di collo’ che riguardano “la qualità e non la quantità”: eppure, la maggior parte è relativa a incarichi e nomine e non progetti. Tanto che per due settimane l’aula Giulio Cesare ha chiuso i battenti, in pieno ottobre. In mezzo lo sfratto di Fratelli d’Italia dalla sede di Collo Oppio con l’accusa di non aver pagato i canoni di affitto. Con i membri di FdI pronti a mostrare le carte che dimostrerebbero il contrario.

Oltre un’ora di monologo, pre-confezionato, con la lettura solo di messaggi a favore della sindaca. E zero risposte in diretta a chi commentava in real time. E non ha avuto le risposte che poneva ma si è dovuto accontentare delle risatine di un sindaco che leggeva su un foglio di carta solo i quesiti che avevano superato l’esame. Per continuare con la post verità. E chiudere nel cassetto il bello della diretta.

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