La prima sconfitta elettorale per il Movimento 5 Stelle nell’epoca di Virginia Raggi in Campidoglio

(Dal blog su RomaToday)

Nella Capitale si è tornati al voto nel III ed VIII Municipio, un territorio che complessivamente raccoglie 330mila residenti e 289mila elettori; una tornata che noi di Sartoria Politica abbiamo racchiuso in tre punti principali.

1. Questa tornata porta con sé la prima sconfitta elettorale per il Movimento 5 Stelle nell’epoca di Virginia Raggi in Campidoglio. Solo a novembre scorso, infatti, i pentastellati avevano conquistato il Municipio X, mentre se valutiamo l’ultima performance alle politiche del 4 marzo i pentastellati si erano confermati nella Capitale con una media attorno al 30%.

2. La seconda notizia, invece, è un po’ quello che tutto noi ci aspettavamo e che la rende quindi di meno scalpore ma allo stesso tempo ancora significativa: l’affluenza registrata in entrambi i Municipi è stata piuttosto bassa, 26,49% al III e 27,94% al VIII; un dato che rivela, in particolare modo, come il voto di opinione, che nelle ultime tornate cittadine aveva premiato il M5S, questa volta è rimasto congelato a casa (o al mare). Alle precedenti elezioni amministrative nel III Municipio al primo turno aveva votato il 59,76% degli elettori nell’VIII il 57,46%. Nelle due circoscrizioni si è tornati a votare dopo la caduta delle amministrazioni a 5 Stelle.

3. Il terzo punto è il risultato fuoriuscito dalle urne: i candidati presidenti del M5S fuori entrambi; certificando, in questa tornata, un ritorno (temporaneo) al bipolarismo.
Le percentuali del III Municipio spingeranno la Lega a chiedere rinforzi elettorali dall’alleata di governo per poter conquistare il suo primo municipio dell’attuale legislatura con il candidato presidente Francesco Maria Bova, ora al 33,81%; Cinque Stelle probabilmente penalizzati dalla candidata Roberta Capoccioni, che dopo essere stata sfiduciata a febbraio scorso perdendo la maggioranza in consiglio, si è ricandidata fermandosi però al 19,18%.
Nel centrosinistra invece sembra funzionare il modello di coalizione civica, con due candidati outsider che alle primarie avevano sconfitto quelle ufficiali del Pd, allargata al mondo associazioni: dalla sinistra alla Comunità di Sant’Egidio. Un laboratorio “di alleanze nuove e larghe”, sul modello della maggioranza che sostiene Nicola Zingaretti in Regione Lazio, che guarda alle prossime elezioni per il Campidoglio e che intanto conquista al primo turno il Municipio VIII con Amedeo Ciaccheri (sostenuto da Centro solidale per il municipio VIII, Amedeo Ciaccheri presidente super 8, Cittadini per il municipio 8 Ciaccheri presidente, Pd e Leu) ottenendo il 54,05% dei voti contro il candidato del centrodestra fermo al 25,33%; anche qui la Lega si conferma primo partito della coalizione con un consenso pari al 10,26%. Dietro Fratelli d’Italia e Forza Italia, rispettivamente al 7,8% e 5,08%. Arriva terzo il candidato dei Cinquestelle con il 13,1%.

Anche in provincia il trend è molto simile: a Fiumicino l’uscente Esterino Montino candidato del centrosinistra tocca quota 39% e sfiderà il candidato supportato da Forza Italia Mario Baccini che ha la meglio nel derby di centrodestra con William De Vecchis (27,7% contro 20,73%). Il 5 Stelle raggiunge invece il ballottaggio (cinque punti sopra al centrodestra) a Pomezia, dove sfuma l”effetto Pizzarotti’ a cui puntava Fucci dopo essersi visto negata una deroga per il terzo mandato ripresentandosi così con una sua lista civica. Vince al primo turno il centrodestra a Anzio con Candido De Angelis, staccando nettamente sia il candidato del centrosinistra che quello del Movimento 5 Stelle.

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