La scelta vincente di Trump: un’assenza che fa rumore

Il grande assente al dibattito di ieri su Fox News. Il candidato che tutti temono, da destra a sinistra. Il miliardario Donald Trump è sicuramente la sorpresa di queste elezioni americane. Più di Bernie Sanders, il candidato indipendente e senatore del Vermont che si professa socialista. Le sue gaffe e il suo carisma conquistano le prime pagine dei giornali e la televisione di cui conosce i meccanismi essendo stato per anni il “boss” a The Apprentice, un reality game show in cui giudicava le competenze imprenditoriali dei candidati per poi offrire al vincitore un contratto di lavoro.

La decisione di non partecipare all’ultimo dibattito prima dei caucus dell’Iowa è stata fin dal principio “definitiva e irrevocabile”, presa in disaccordo con le regole adottate da Fox News ma soprattutto per la presenza tra i moderatori di Megyn Kelly, con cui era nata una polemica durante il precedente dibattito sempre su Fox. Trump aveva definito Kelly debordante sangue “dagli occhi e non solo”, interpretata come una volgarissima allusione al ciclo mestruale. Il tweet che il candidato ha dedicato alla giornalista:

La guerra tra Trump, Megyn Kelly e Fox è solo all’inizio.

Durante il dibattito i candidati hanno discusso di vari argomenti, dall’immigrazione all’economia ma il grande assente è sempre stato al centro del palcoscenico. Non importa se sia Ted Cruz che Jeb Bush hanno cercato di usare battute per esorcizzare l’ombra di Donald Trump perché il frontrunner era sempre presente.

Secondo Politico, Donald Trump ha dominato le ricerche su internet e sui social media; ha guadagnato più followers su Twitter rispetto a ogni altro candidato repubblicano durante il dibattito. E’ riuscito a spazzare via il campo agli altri candidati, raggiungendo il 36% delle conversazioni su Twitter durante le due ore di confronto, allontanando sia Ted Cruz (16%) e Marco Rubio (con il 13%). Facebook non ha incluso il miliardario tra i suoi dati perché non era presente ma sarebbe stato sicuramente al primo posto per il numero di conversazioni generate, doppiando Ted Cruz.

Google è stato partner dell’evento e, attraverso Google Trends, ha creato la classifica dei candidati più ricercati online durante il dibattito:

Donald Trump resta, nonostante tutto, il beniamino degli elettori repubblicani stanchi dell’establishment del partito che hanno regalato otto anni di presidenza al partito democratico, detestato dalla maggioranza dei media e nemico da battere mentre continua a racimolare consensi e a dominare i sondaggi. La stella di Trump brillerà fino alla Convention di partito che rischierà di diventare la vera arena dello scontro finale.

 

 

 

 

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