La visione “Ostiacentrica” del X Municipio taglia fuori il 63% degli abitanti

(Dal blog su RomaToday)

Noi di Sartoria Politica, lo scorso 10 settembre abbiamo organizzato un evento all’Infernetto, riunendo le principali forze del centrodestra locale e romano per tre principali motivi: la valenza nazionale che assume il X Municipio, dopo l’ufficialità della data del voto il prossimo 5 novembre dopo un commissariamento durato due anni; sarà il primo vero e proprio test elettorale per il sindaco di Roma, Virginia Raggi, e i Cinquestelle, da poco più di un anno alla guida della Capitale e dopo aver conquistato 42.000 voti al primo turno alle scorse comunali e il 76% al ballottaggio; un test interessante anche in vista delle prossime elezioni politiche e regionali.

Ci siamo concentrati sul centrodestra perché, proprio alle scorse amministrative, il secondo turno è stato sfiorato da Giorgia Meloni (FdI) a causa di una divisione interna alla coalizione e capire se ci sono margini di ritorno all’unità di quell’area politica.

Per capire la rilevanza politica delle cosiddette elezioni di Ostia, sarebbe il caso di dare un’occhiata ad alcuni numeri. Il X municipio conta 231.723 abitanti di cui circa 147mila vivono nell’entroterra tra Castel Fusano, Malafede, Acilia, Casal Palocco, Infernetto e Ostia Antica.

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Analizzando i programmi e le dichiarazioni della maggior parte dei candidati alla presidenza del X Municipio, in questa prima parte di campagna elettorale, emerge una particolarità che è considerato da noi un errore di comunicazione politica, ossia la visione “Ostiacentrica” della politica del territorio. Si parla di Ostia dimenticandosi che il X Municipio non è solo Ostia ma è, al contrario, anche Ostia: una porzione di territorio che conta circa 82mila abitanti.

La visione “Ostiacentrica” è dovuta sicuramente alla presenza del mare, degli stabilimenti, all’idea che le attività produttive e commerciali di questo territorio si trovano principalmente vicino al mare e soprattutto da lì nascono i maggiori spunti per le proposte politiche in campagna elettorale; ma di fatto si sta relegando gli altri quartieri a poco più di enormi dormitori.

La nostra è una lettura che deriva dal fatto che ogni quartiere del Municipio dovrebbe avere un programma a se declinato con la stessa importanza, da parte di ogni candidato alla presidenza. Trasmettere messaggi di coesione, creare una campagna elettorale che abbia una logica unitaria per la valorizzazione dell’intero territorio è la via ideale per una comunicazione politica efficace.

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