Legge elettorale, il testo del Rosatellum bis

       La nuova scheda elettorale (parte interna) per la elezione della Camera dei Deputati

Il 21 settembre scorso, in commissione Affari costituzionali, è stato depositato il testo del nuovo impianto della legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum 2.0, dal suo relatore Emanuele Fiano (già relatore del sistema tedesco naufragato prima dell’estate) che prevede il 36% dei deputati eletti in collegi uninominali e il 64% con metodo proporzionale.

Si tratta di un sistema elettorale misto, nel quale alla Camera è prevista l’assegnazione di 232 collegi uninominali, in cui ogni partito o coalizione presenterà un solo candidato. Verrà eletto il candidato che prenderà nel collegio almeno un voto in più degli altri. Gli altri 386 seggi saranno assegnati con metodo proporzionale (con listini bloccati, da un minimo di 2 ad un massimo di 4 candidati): ogni partito o coalizione presenterà una lista di candidati, si conteranno i voti ricevuti da ogni lista e ogni partito o coalizione eleggerà un numero di parlamentari proporzionale ai voti ottenuti. Altri 12 seggi saranno assegnati nelle circoscrizioni estere.

Al Senato le cose funzioneranno in maniera quasi identica: i collegi uninominali saranno 102 e 207 i collegi del proporzionale; saranno 6 i seggi degli eletti all’estero. Non sarà possibile il voto disgiunto: significa che ogni persona esprimerà un solo voto, che andrà al candidato del suo collegio (per la quota maggioritaria) e alla lista che lo appoggia (per la quota proporzionale).

I partiti possono presentarsi da soli o in coalizione. La coalizione è unica a livello nazionale e, in questo caso, i partiti presentano candidati unitari nei collegi uninominali. Nella scheda elettorale ci saranno i nomi dei singoli candidati associati ai partiti che li sostengono, con accanto i nomi del listino della circoscrizione relativa.

Il nuovo testo base di riforma di legge elettorale è stato votato martedì 26 settembre in commissione Affari costituzionali; approvato alla Camera giovedì 12 ottobre e al Senato giovedì 26 ottobre.

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Circoscrizioni Sono 20 le circoscrizioni per il Senato, una per ogni regione, mentre sono 28 quelle della Camera (esse coincidono con il territorio delle Regioni; tuttavia per alcune Regioni più popolose, si hanno più circoscrizioni: 4 per la Lombardia; 2 per il Piemonte, per il Veneto, per il Lazio, per la Campania, per la Sicilia).

Collegi Alla Camera i 630 seggi sono suddivisi in 232 collegi uninominali, di cui 6 per il Trentino Alto Adige, 2 per il Molise, 1 per la Valle d’Aosta; i restanti deputati saranno eletti in collegi plurinominali (circa 65 in tutto), 12 nella circoscrizione Estero. Al Senato i 315 seggi saranno assegnati 102 in collegi uninominali, di cui 1 per il Molise, 1 per la Valle d’Aosta. I restanti senatori saranno eletti in 207 collegi plurinominali, 6 nella circoscrizione Estero.

Soglia di sbarramento Nella parte proporzionale la soglia per i partiti sarà al 3% (su base nazionale) sia alla Camera che al Senato, sia che corrano da soli sia che si presentino all’interno di una coalizione. Le coalizioni di partiti dovranno superare la soglia del 10% per accedere al riparto dei seggi.

Per le coalizioni non vengono comunque computati i voti dei partiti che non hanno superato la soglia dell’1%.

Quote di genere In ogni coalizione nessuno dei due generi può superare la quota del 60% nei collegi uninominali a livello nazionale. La stessa quota è prevista per i partiti per cio’ che riguarda i nomi dei listini proporzionali, dove inoltre nessuno dei due generi può essere rappresentato nella posizione di capolista in misura superiore al 60%.

Pluricandidature Il Rosatellum bis consente le pluricandidature ma solo per la parte proporzionale e per un massimo di cinque. Non sono invece consentite nella parte maggioritaria: nessuno può essere candidato in più di un Collegio uninominale. Ci si può, invece, candidare in un unico collegio uninominale, ma si può essere contemporaneamente candidati in cinque collegi proporzionali.

Nel caso il candidato nel collegio uninominale venga eletto sia nel maggioritario che nel proporzionale, prevale il collegio uninominale. Al candidato in più collegi plurinominali che dovesse essere eletto in diversi listini, sarà assegnato il collegio plurinominale in cui la lista a lui collegata ha ottenuto il minor numero di voti. In caso di pareggio tra due candidati, sarà eletto il candidato più giovane

Una scheda, voto unico Differentemente dal Mattarellum, in cui c’erano due schede, una per il collegio ed una per il listino proporzionale, con la possibilità di un voto disgiunto, qui avremo una scheda unica e barrando sul simbolo del partito il voto andrà al candidato del collegio e al partito per la parte proporzionale.

Sotto ad ogni candidato nel maggioritario ci saranno i simboli delle liste a lui collegate nel proporzionale e accanto al simbolo delle liste saranno stampati i nomi dei candidati del corrispondente listino bloccato. Si potrà votare o con un segno su una lista (che vale anche per il candidato corrispondente nell’uninominale) o con un segno sul nome di un candidato nell’uninominale (se il candidato è sostenuto da più liste, il voto viene distribuito tra le liste che lo sostengono, in proporzione ai risultati ottenuti dalle liste in quello stesso collegio uninominale).

Se dovesse essere barrata la casella di un candidato al collegio uninominale e la casella di una lista diversa da quelle che lo appoggiano, il voto sarà annullato.

Voto disperso Se un elettore barrerà il nome del solo candidato del collegio uninominale, e non uno dei partiti che lo sostengono, verrà meno la sua scelta per la parte proporzionale.
Perciò la somma dei voti per i collegi e quella per i proporzionale potranno differire.

Scorporo Non è previsto lo scorporo come nel Mattarellum. È un meccanismo che sottrae ai voti ottenuti da un partito nel proporzionale quelli ottenuti dai propri candidati eletti nei collegi della circoscrizione.

Trentino Alto-Adige Rimane il testo come modificato dall’emendamento Fraccaro-Biancofiore votato a scrutinio segreto l’8 giugno che ha eliminato dalla regione autonoma il Mattarellum: sono previsti ora sei collegi uninominali e cinque proporzionali; il testo prevede anche una soglia regionale del 20% per il recupero proporzionale.

Tagliando anti-frode Ogni scheda ha un tagliando removibile, dotato di codice alfanumerico progressivo che sarà rimosso e conservato dall’ufficio elettorale prima dell’inserimento della scheda nell’urna. L’obiettivo è evitare possibili brogli elettorali e la circolazione di schede prestampate.

Firme Sono state approvate in commissione due modifiche, ribattezzate ‘salva-Mdp’ e ‘soccorso ai nuovi partiti’. Si prevede infatti che i gruppi parlamentari che si sono costituiti prima del 15 aprile 2017 non dovranno raccogliere le firme. Si dispone, inoltre, che solo per le prossime elezioni politiche il numero di firme venga dimezzato (da circa 1.500 a circa 750) per le nuove formazioni politiche e per chi non ha un gruppo autonomo in Parlamento. A partire dal prossimo turno elettorale il numero verrà raddoppiato. Sempre e solo per le prossime elezioni anche gli avvocati abilitati al patrocinio in Cassazione potranno autenticare le firme per la presentazione delle liste elettorali.

Norme di trasparenza Vengono inserite nel Rosatellum bis le norme di trasparenza che prevedono che i partiti, i movimenti e gruppi politici organizzati che si presentano alle elezioni abbiano uno Statuto. Chi ne sarà sprovvisto (come nel caso M5S) potrà presentare liste elettorali solo indicando elementi minimi di trasparenza, come il legale rappresentante, il titolare del contrassegno, gli organi del partito, la composizione e le funzioni. Tutto sarà pubblicato online dal sito del ministero dell’Interno, insieme al programma elettorale, al nome del capo della forza politica e alle liste presentate.

(Aggiornato il 26/10/2017)

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