Milano, ballottaggio tra Sala e Parisi: per Mannheimer sfida segnata

Stefano Parisi e Giuseppe Sala

(Stefano Parisi e Giuseppe Sala)

“Comunque io credo che questa sfida, Sala-Parisi intendo, si concluderà al ballottaggio”. Sono le parole del sondaggista Renato Mannheimer, intervistato da Italia Oggi sulle elezioni per il comune di Milano. In uno scenario simile è importante capire gli spostamenti al secondo turno dei voti di M5S e Italia Unica, il movimento politico di Corrado Passera, candidato anche lui. Proprio l’ex banchiere, secondo Mannheimer, potrebbe essere la novità politica di queste elezioni grazie all’attenzione mediatica e ai toni un po’ salviniani che segnalano una crescita della sua campagna.

I favoriti della sfida milanese restano, però, l’ex commissario Expo, Giuseppe Sala, e il candidato di centrodestra, Stefano Parisi. La maggioranza dell’elettorato milanese è di centrodestra ma nel 2011 furono proprio i dibattiti televisivi a consegnare a Pisapia la vittoria e gli errori di Letizia Moratti, che accusò il suo sfidante di furto d’auto in una vicenda politica che si rivelò falsa. Proprio secondo Mannheimer, Parisi potrebbe essere favorito dalle tv di Berlusconi.

D’altro canto il candidato di centrosinistra sconta un’immagine non proprio di sinistra, come è emerso anche durante le primarie che l’hanno visto battere Francesca Balzani, vicesindaco della giunta Pisapia; creando non pochi malumori nella base di Sinistra Italiana, che non si riconosce nel passato dell’ex manager. Sala dovrà parlare del successo di Expo, un’esperienza ancora impressa nella mente dei cittadini, che l’ha visto protagonista e grazie al quale si è fatto conoscere a Milano.

La partita non sarà facile nemmeno per Parisi che in una coalizione di centrodestra a trazione leghista dovrà necessariamente sposare i temi caldi del Carroccio e infatti in un’intervista a Repubblica ha dichiarato: “Salvini intercetta un malessere esistente in certe aree più periferiche della città, dove c’è anche una molto difficile integrazione sociale tra importanti flussi migratori e le fasce più deboli della popolazione. A quel malessere vogliamo dare soluzioni o vogliamo che venga solo rinfocolato con un’azione ansiogena? Penso che il tema del degrado, dell’integrazione e della sicurezza vada affrontato e non solo denunciato”, aggiungendo poi “Io non rifarei una campagna elettorale impostata sull’idea di zingaropoli”. Nonostante questo, pare scongiurato uno scenario simile a quello a cui stiamo assistendo a Roma con il candidato del centrodestra Guido Bertolaso, non amato da tutta la coalizione.

Se Pippo Civati, e la sua Possibile, e a Sergio Cofferati riuscissero a convincere una personalità forte come Ferruccio de Bortoli, ex direttore del Corriere della Sera, a scendere in campo, sarebbe un problema per entrambi i poli perché accentrerebbe i voti di sinistra ma anche di una parte dei moderati.

Anche se per i sondaggi è ancora presto, la sfida milanese sembra già segnata.

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