Raggi, dalla comunicazione social alla carta stampata: i tempi sbagliati di Virginia

(Dal blog su RomaToday)

Da un video di 32 secondi a un post che, stampato, si rivela di 3 pagine. Dai tempi social a quelli della carta stampata. Per distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica sulla ‘notizia del giorno’. Anzi, sui casi che in queste ultime ore hanno letteralmente travolto la giunta di Virginia Raggi. Non si può spiegare altrimenti la scelta di saltare il fossato, evitando di confrontarsi con la città prima e i giornalisti poi, sulle dimissioni dell’assessore all’Ambiente Paola Muraro – perché indagata – e sull’arresto del capo del Personale, Raffaele Marra. Scegliendo, però, gli stessi medium ma con tempi totalmente opposti.

Se la breve clip notturna era utile per il ben servito alla Muraro e la pseudo conferenza stampa, rigorosamente senza domande, sull’affaire Marra rispondevano alla velocità imposta dai social network; una pubblicazione lunga, sia sul sito istituzionale di Roma Capitale – nella sezione La sindaca informa – sia sulla pagina facebook di ‘Virginia’, va contro tutte le regole della lettura online.

Non solo per le 9672 battute in 97 righe, che contrastano con le 543 del video super contestato per l’ambientazione da film horror, ma anche per i temi affrontati. La scelta, evidente, di comunicazione è quella di ritornare a parlare dell’ordinario: come in campagna elettorale, i Cinquestelle si affidano a uno storytelling sulle cose fatte per la città. La pulizia delle strade, la mobilità, l’albero di Natale: l’ordinario, appunto. Anche se Roma avrebbe bisogno di uno sforzo straordinario per affrontare l’ordinario.

Peccato però che le navette presentate in pompa magna altro non siano che il prosieguo di scelte altrui e che arrivano, perciò, dal passato; che la pulizia del territorio sia abbastanza circoscritta; che il potenziamento di un autobus fa a pugni con le migliaia di corse cancellate, mentre circa la metà dei bus resta in officina in attesa di una riparazione.

Raccontare fatti, che alcuni cittadini hanno gioco facile a smentire, mentre altri richiedono trasparenza, può rivelarsi un boomerang. Perché può sembrare l’atteggiamento di chi è lontano anni luce dalla realtà. Non è una scelta sbagliata tout court; anzi, in alcune situazioni può riuscire a salvarsi dalle sabbie mobili della polemica politico-amministrativa.

Ma qui, a Roma, in un contesto preciso, la città si aspetta risposte puntuali e trasparenti. Non gli incontri carbonari nelle segrete stanze che nulla hanno a che vedere con il M5s. Quel Movimento che solo tre anni fa mandava in streaming gli incontri con l’allora premier incaricato, Pierluigi Bersani. E che, oggi, ha difficoltà a rispondere alle domande in conferenza stampa: un ossimoro. E un’ammissione di debolezza, anche comunicativa.

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