Raggi e Giachetti in Tv per l’ultima sfida: ma la partita scorre sui social

RT(Dal blog su RomaToday)

L’ultimo confronto prima dell’atteso ballottaggio. L’unico, al quale la candidata grillina ha deciso di prendere parte in questi mesi di campagna elettorale (martedì scorso era attesa in Tribuna RAI ma la sua sedia è rimasta vuota). La cornice con piazza del Campidoglio alle spalle è il ring più bello per i due candidati, Raggi e Giachetti, che sognano lo studio con vista sui Fori.“

L’analisi che andremo a fare è, per forza di cose, dettata dal contesto: fine campagna elettorale, la candidata del Movimento 5 Stelle avanti di 10 punti (al 5 giugno) sullo sfidante Pd; nessun nome di centrodestra per il ballottaggio.

Al confronto un Giachetti agitato: velocità nel parlare e nel fermarsi al gong, che segna lo scadere dei 30 secondi permessi. L’ansia di chi rincorre. La Raggi, in confronto, si prende tutto il tempo che serve togliendo – solo nei momenti di difficoltà – il fare da “maestrina”, tanto discusso in questi mesi dagli avversari e dagli addetti ai lavori. Ma sente il peso della prima della classe.

Gli accertamenti sul casale a Subiaco si rivelano, in questa fase finale di campagna elettorale, il tallone d’Achille del candidato del Partito Democratico e vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti. Sul fronte opposto, il punto debole la penta stellata Raggi lo scopre sul credo religioso, domanda collaterale sull’Imu alla chiesa.

Nuovo format, quello proposto da Sky; con domande incrociate da sostenitori esterni. E, tra i due sfidanti, spunta l’ex candidato De Vito (guida a 5 Stelle alle amministrative 2013 e oggi in Consiglio comunale grazie a 6.451 preferenze). Forse una forzatura, anche per gli argomenti trattati (jobs act e patto di stabilità), ma “uno vale uno”. Un clima da partita: fischi, applausi e selfie.

Tanti i temi affrontati: privatizzazioni, debito, Atac, AMA, ciclabile, sharing economy e mafia Capitale. Ma nessuna parola su temi (campi rom, sicurezza e scolarizzazione) a cuore dell’elettorato di centrodestra, libero di scegliere e poter far pendere l’ago della bilancia da una parte anziché dall’altra, il prossimo 19 giugno. Saranno molti gli indecisi che sceglieranno chi votare solamente il giorno stesso delle elezioni. L’appuntamento di ieri, infatti, non ha spostato i voti che i candidati speravano di intercettare.

Anche se questa è una condizione che si contrappone all’attivismo della rete. Secondo Isaydata, il web premia la grillina che porta a casa il 139% in più citazioni rispetto alla settimana del primo turno delle amministrative. Un aumento più contenuto del dem Giachetti,. + 204%, ma in valore assoluto sono circa 24mila per la frontwoman dei pentastellati e poco meno di 18mila per l’uomo del Pd.

Che recupera il suo gap digitale con la Raggi, che ha notoriamente un elettorato più giovane e portato per le dinamiche della rete.
Engagement: l’ex consigliera a Cinquestelle viaggia su quota 391mila, l’ex capo di Gabinetto di Rutelli sindaco, invece, supera di poco il tetto delle 266mila. Il sentiment premia sempre la Raggi: 37% di commenti positivi contro 17 punti percentuali per il capolista del Pd.

Tutto questo in una Italia che continua a preferire la tv: il 4,3 cittadini su 10 hanno un primo contatto con le notizie grazie al piccolo schermo. Come l’appuntamento di ieri sera, che era una possibilità: una carta da giocare dal candidato, che spianasse la strada al flusso dei 200mila che non si sono espressi lo scorso 5 giugno.

“Mancare assolutamente di sistema (qualunque esso sia), è lo stesso che mancare di un ordine di una connessione d’idee, e quindi senza sistema, non vi può esser discorso sopra veruna cosa” [949, Zibaldone]. Ecco, è mancato il sistema. O forse, per meglio dire: l’anti-sistema.

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