Referendum, l’identikit dei contrari e favorevoli alla riforma costituzionale: l’analisi dei flussi elettorali

fascia-socialeElettori leali all’indicazione del partito, giovani, fasce sociali: ecco l’identikit di chi ha bocciato la riforma costituzionale al referendum del 4 dicembre scorso.

LEALISTI – Secondo un sondaggio SWG, l’elettorato del PD ha votato per l’83% per il Sì cedendo l’8% al No e il 9% al non voto. Alta fedeltà anche per i grillini, il 76% dei quali ha votato No. Analoghe le situazioni fra i berlusconiani e leghisti. Gli indecisi senza partito si sono divisi al 27% per il Sì, al 38% per il No e al 35% per il non voto.

VOTO DI CLASSE –  Il voto è una frattura sociale ricchi/poveri: il ceto medio e medio-alto, dagli insegnanti (dato interessante), agli artigiani, dagli imprenditori ai dirigenti, si è grosso modo spaccato a metà. Mentre i ceti popolari, gli operai, le casalinghe, la fascia più bassa degli impiegati, i disoccupati, più in generale i giovani (ancor più quelli residenti al sud) hanno votato con forza il No.

Il Sì ha vinto, a sorpresa, tra le insegnanti di scuole medie ed elementari, gli artigiani e meno fra gli imprenditori e i dirigenti.

Hanno scelto il No il 73% dei disoccupati, il 71% dei commercianti, il 64% degli operai, il 62% dei liberi professionisti, il 60% degli impiegati. Spaccati a metà pensionati e quadri.

LA MOBILITAZIONE DEGLI ASTENSIONISTI – Ritorno dall’astensione. Fra gli elettori che non hanno votato alle scorse elezioni europee (2014) va segnalato il ritorno al voto di 6 milioni di persone che hanno votato per il No: questo significa che domenica scorsa è tornato al voto una parte dell’elettorato di centrodestra, che si era precedentemente ritirato nell’area dell’astensione.

si-o-noIstituto Piepoli. Il distacco tra i due fronti era minimo e colmabile fino all’ora di pranzo, a partire dalle 15 i No hanno iniziato la volata. Il picco del No si è registrato verso le 19 per poi calare leggermente.

Il No ha avuto maggior presa tra le donne (60,7%). Per quanto riguarda le fasce d’età, l’unica in cui ha avuto la meglio il fronte del Sì ha prevalso è quella degli anziani (over 65 anni), che nel 55,3% hanno votato Sì; al contrario delle altre fasce dove il No ha totalizzato percentuali tra il 57,4% e il 67,7%.
I Sì hanno prevalso solo sulle classi senza titolo di studio o con le elementari (50,4%) per poi recuperare qualcosa tra i laureati (47%), mentre i No hanno raggiunto alte percentuali tra chi ha la licenza media (63,4%) e il diploma (61,5%). Chi ha scelto il No è soprattutto un lavoratore indipendente (64,9%), o una casalinga (62,6%) o uno studente (62,3%), il Sì invece ha fatto presa tra i pensionati (50,3%) e tra i professioni e i dirigenti (49,5%).

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