Referendum, Sì o No? È testa a testa ma gli indecisi faranno la differenza

elezioni_italia_1_500-jpgAd un mese esatto dal referendum costituzionale il fronte del No rallenta.

Secondo il sondaggio Ixè, tra il Sì e il No, in questo momento c’è solo un punto di distacco. Il riavvicinamento dei sostenitori delle riforme è dovuto all’aumento di coloro che andranno sicuramente a votare, dal 56 al 58% in una settimana; una quota destinata a salire ancora andando a pescare in quel 12% che ancora deve decidere se recarsi alle urne o meno.

A questo punto restano due incognite: il dato del 23% di indecisi, che andrà a votare ma ancora non sa cosa; e la tendenza del Sì di conquistare i voti di chi non ha ancora deciso, o di riuscire a mobilitare gli astenuti, avrà la sua continuità nelle prossime settimane. In tal caso significherà che i contrari alla riforma hanno raggiunto già il loro punto di massima espansione, ed eventualmente solo una bassa affluenza alle urne potrebbe mantenere il No in vantaggio.

Come si comportano gli elettori dei partiti?

In ogni partito inizia a diminuire quella fetta di dissidenti che tradivano le indicazioni di voto delle rispettive forze politiche. Nel Pd solo il 15% dichiara di votare “No”, nella Lega Nord sono favorevoli alla riforma il 24%, nel M5S scendono al 21%, al 14% quelli di Forza Italia.

Quasi tutte le indagini compiute in quest’ultimo periodo hanno evidenziato un dato: il No vince soprattutto tra chi è stato colpito più duramente dalla crisi, i giovani e chi risiede al Sud, mentre il Sì conquista in particolar modo gli elettori anziani e i residenti al centro nord.

Questi dati potrebbero favorire in un certo modo il Sì, dato che gli elettori anziani sono molti di più dei giovani e vanno a votare in misura maggiore rispetto a loro.

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