Salvini punta alla Padania? Domenica il Trentino e poi Piemonte ed Emilia

Un voto che si preannuncia storico. Dopo il terremoto politico del 4 marzo scorso, che ha portato al governo M5s e Lega, domenica 21 ottobre si aprono le urne per il rinnovo del consiglio provinciale del Trentino Alto Adige, dato dalla somma, in Regione, di quelli di Trento e Bolzano. Per la prima volta dal secondo dopoguerra, strada in salita per la Svp, in un territorio – la provincia autonoma di Bolzano – dove gli autonomisti riescono sempre a raggiungere enormi consensi con largo vantaggio sui concorrenti; come sei mesi fa, quando si attestò al 48,8% delle preferenze. I sondaggi vedono un calo che dovrebbe portarli ben al di sotto dei 40 punti percentuali, con Carroccio e Cinquestelle in crescita.

Una elezione dal valore storico, dicevamo, perché Maurizio Fugatti, sostenuto da Lega, Progetto Trentino, FI, UDC e FdI, viaggia su una forbice che lo vede tra il 36 e il 40% dei consensi. Con il partito di Matteo Salvini che si attesta tra i 22 e i 27 punti percentuali, mentre l’alleato forzista potrebbe non superare il tetto psicologico del 10%. 

Fugatti distanzia di 4 punti Giorgio Tonino, forbice tra il 32 e 36%. Tra i partiti che lo sostengono anche i democrat che per i sondaggi si attestano tra il 20 e il 24%, ma si parla anche di un dato simile al 4 marzo: 14,6%. Anche il candidato del Movimento, Filippo De Gasperi, si posiziona su questi valori (20-24%).

Per rimediare a questo calo di consensi, proprio l’Spv ha realizzato uno spot in italiano per puntare al voto, appunto, degli italiani. Scimmiottando la Lega che in campagna elettorale per le politiche usò, oltre che il claim ‘la rivoluzione del buon senso’, anche il messaggio: ‘Prima gli italiani’.

Perché consapevoli che per la prima volta, a Trento, una delle roccaforti della sinistra nel nordest, gli autonomisti potrebbero finire all’opposizione; mentre a Bolzano potrebbero dover allearsi con il centrodestra piuttosto che con gli alleati tradizionali del centrosinistra. Perché il sistema elettorale provinciale non prevede alleanze prima del voto, per cui tutti corrono in un sistema sostanzialmente proporzionale.

Saranno elezioni importanti non solo per il milione di persone chiamate alle urne, ma perché sarà il primo banco di prova elettorale per le forze politiche che sostengono il nuovo governo. Ma non solo.

Perché dopo aver conquistato il Veneto con Luca Zaia; il Friuli Venezia Giulia con Massimiliano Fedriga e la conferma della Lombardia con Attilio Fontana; all’appello manca proprio il Trentino. Considerando la Liguria di Giovanni Toti una Regione amica, dove la Lega si è confermata primo partito della coalizione di centrodestra, guardando all’Emilia Romagna e Piemonte il prossimo anno; il sogno del Carroccio di conquistare la Padania potrebbe essere più vicino che mai per il ministro e segretario Salvini.

(La nostra analisi per Today.it)

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