Stop ai campi Rom: il M5s a Roma adotta una comunicazione di destra

(Dal blog su RomaToday)

Ciao, sono Virginia. E, oggi, guardo all’elettorato di destra. Domani, chissà. Si può riassumere così la retromarcia dell’inquilina del Campidoglio sulla Capitale dell’accoglienza. Il sindaco di Roma, Virginia Raggi, infatti, fa sapere di aver scritto una lettera al prefetto di Roma chiedendo, al Viminale, una moratoria sui nuovi arrivi di migranti. A stretto giro di posta, Grillo rilancia dal blog chiedendo la chiusura e il censimento di tutte le aree abusive della Capitale, partendo dai campi rom.

Un cambio di passo nella comunicazione grillina utile a rinfrancare l’immagine della Raggi e intercettare quello che secondo i Cinque Stelle sono le richieste dell’elettorato, colmando quel gap dimostrato in queste amministrative. Seguendo, inoltre, la rotta tracciata dai dissidenti grillini che in questo primo anno di governo, soprattutto nei Municipi, hanno traslocato verso la casa dei Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

In questo modo, il Movimento Cinque Stelle anticipa quelli che saranno i temi della prossima campagna elettorale. Secondo gli ultimi studi demoscopici, infatti, è stato evidenziato come la base grillina sia favorevole a queste posizioni di forza, quasi leghiste, su temi come l’immigrazione.
Si sta, quindi, seguendo un consenso politico che si è dimostrato in queste elezioni amministrative e che lo ha lasciato fuori dal ballottaggio nelle principali città italiane, usando la Capitale come cassa di risonanza.

Un’eccezione rispetto alle recenti prese di posizioni dove si cercava sempre di inserire all’interno di ogni tema più posizioni e una novità se considerate le parole pronunciate dalla Raggi il 9 dicembre 2016: “Roma è una città aperta all’accoglienza, al dialogo, al centro di migrazioni e scambi tra diversi popoli”. Una inversione a ‘U’ che nel campo politico e comunicativo non può certo essere sottovalutata.

Tutto ciò, è stato accompagnato a livello nazionale dall’astensione del gruppo grillino sulla legge dello Ius Soli, che a Palazzo Madama vale come voto contrario. In passato, i parlamentari del Movimento Cinque Stelle corressero la linea (verso sinistra) sul reato di immigrazione clandestina solo dopo una consultazione online.

Insomma, una soluzione che forse non porta direttamente alla vittoria ma probabilmente ad una alleanza con la Lega. Almeno su alcuni temi, almeno in parte. Perché poi è arrivata una parziale marcia indietro del sindaco Raggi sul tema dei campi rom, rimodellando il linguaggio: “Non vogliamo che Roma sia sovraccarica”, ha poi chiarito il primo cittadino.

Una strategia di comunicazione ondivaga, come l’ha definita il sondaggista di Ipr Antonio Noto, volta ad inseguire un solo obiettivo: tenere insieme un elettorato mobile ed eterogeneo, trasversale; un messaggio che non a caso arriva dopo la batosta presa alle amministrative. Perché nel M5s, in molti sono convinti di aver perso più a destra. Così quel contenitore che include di tutto è costretto alla continua rimodulazione del linguaggio, a seconda del tema. Con Roma a fare da laboratorio.

 

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