Trump presidente, l’America dei prossimi quattro anni

trumpDonald J. Trump è il 45esimo Presidente degli Stati Uniti. Il risultato del voto non lascia alcun dubbio: il tycoon ha trionfato, contro ogni aspettativa, sulla candidata democratica, Hillary Clinton. Non sono bastati i concerti di Beyoncé o di Madonna, gli appelli di attori o registi, personalità forti dei media per fermare la corsa del miliardario repubblicano.

Alle 3:30 ora italiana, quando la battaglia per conquistare i seggi della Florida vedevano una leggera maggioranza per Trump e il Texas veniva dichiarato repubblicano, le cose sembravano sempre più indirizzandosi verso una sconfitta per Hillary Clinton.

Trump ha vinto nella maggior parte degli Stati in bilico (gli swing states, quelli che ogni quattro anni ci tengono con il fiato sospeso perché possono cambiare i giochi della corsa) – Florida, Ohio, North Carolina e Iowa – altri dove nessun sondaggio lo aveva mai dato in vantaggio.

I sondaggi. Da tempo stiamo assistendo, ormai, a una crisi dello strumento dei sondaggi che non riescono più a fotografare l’andamento del voto. I social media hanno amplificato il dibattito, le opinioni, il flusso dei pensieri e le intenzioni di voto cambiano in maniera repentina. Sempre più difficile prevedere il risultato.

Dopo otto anni di presidenza democratica, di politiche progressiste, la Casa Bianca torna repubblicana. Anche il Congresso resta nelle mani del GOP. Questo, sulla carta, potrebbe risultare un vantaggio per i repubblicani ma non dobbiamo dimenticare che l’establishment del partito non sempre si è dimostrato d’accordo con le proposte annunciate durante la campagna elettorale dal neo presidente. Un’eventuale stabilità politica resta, al momento, solo teorica.

A fine gara, Trump ha conquistato 290 grandi elettori, venti in più rispetto a quelli necessari alla vittoria mentre la sua sfidante si è fermata a 218. Il voto popolare premia invece la Clinton con il 47.7%, mentre il tycoon si ferma a 47.5% delle preferenze. L’identikit dell’elettore di Trump? Bianco, maschio, con percentuali crescenti man mano che avanza l’età. Ha scelto il repubblicano il 72% dei maschi non laureati.

Hillary Clinton, al contrario, ha ottenuto meno consenso nella coalizione che quattro anni fa ha determinato il successo della candidatura di Barack Obama. È diminuito il consenso per i dem tra coloro che hanno un reddito inferiore a 30mila dollari e anche tra coloro che si trovano nella fascia tra 30 e 49mila dollari.

La candidata democratica ha fallito. Difficile affermare che Bernie Sanders avrebbe potuto ottenere un diverso risultato. La Clinton ha pagato la sua inaffidabilità con lo scandalo delle e mail, la figura mastodontica e a volta ingombrante di suo marito, l’ex presidente Bill Clinton, le ombre della Clinton Foundation, le e mail divulgate da Wikileaks e, forse, anche il fatto di essere la prima donna candidata alla presidenza per una grande partito. O di essere lei la prima. Esponente dell’establishment tanto odiato, non è riuscita a entusiasmare l’elettorato democratico che l’ha scelta considerandola il “male minore”.

Ora, l’eredità di Obama è a rischio, a partire dalla riforma sanitaria che Trump ha più volte promesso di voler smantellare. Armi, temi etici, diritti civili: è in gioco l’immagine dell’America che Obama, primo presidente afroamericano, ha plasmato nel corso di questi otto anni.

Andamento del voto

Genere. Più di un uomo su due ha votato per Donald Trump, discorso inversamente proporzionale per Hillary Clinton, dove circa il 54% delle donne ha votato per la candidata democratica.

Età. Il 55% dei giovani (18-29 anni) preferisce Hillary Clinton, solo il 37% ha votato per Trump. Dato simile per la fascia 30-44 anni; mentre si inverte radicalmente con il crescere dell’età dell’elettorato: tra i 45 e 64 anni (che rappresentano il 40% degli americani) e gli over 65 hanno votato in maggioranza per il candidato repubblicano.

Donald Trump conquista la maggioranza tra gli uomini e le donne bianche (soprattutto tra le fasce 30-44 e 45-64 anni); Hillary Clinton tra gli afroamericani ed i latino americani di ogni età.

Religioni. Protestanti e cattolici virano su Donald Trump, ebrei e atei (che rappresentano una minoranza in America) hanno votato per Hillary Clinton.

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