Un anno di Raggi: la comunicazione della sindaca

(Dal blog su RomaToday)

Un anno di Virginia Raggi sindaco di Roma, 12 mesi del M5s alla guida del Campidoglio: un periodo analizzato non per atti come determine e delibere, nomine e scandali, ma dal punto di vista della comunicazione. Come sono cambiate le parole del primo cittadino donna, passando da eletta di lotta a eletta di governo della Capitale.

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come visualizzazioni: sui social, grande campo aperto alla propaganda e al consenso Cinquestelle, il coinvolgimento resta alto. Su facebook, prendendo in esame i 150 video pubblicati sulla pagina del sindaco Raggi, la media delle visualizzazioni – con sentiment positivo – è pari a 266.729,7. Se il lavoro di un anno di amministrazione si dovesse valutare su questo aspetto, sicuramente sarebbe positivo. Sarebbe perché le visualizzazioni non sono voti. Anche perché in 365 giorni la pagina dell’inquilina di Palazzo Senatorio ha registrato solo un +100mila like. Pochino se si considera che la città conta 2,3milioni di elettori, che l’attenzione mediatica è altissima, che oltre 700mila voti sono quelli conquistati dal M5s nel giugno 2016 e che hanno permesso a Raggi di salire le scale di uno dei colli di Roma.

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come  istituzionale. La comunicazione del Movimento e della sindaca troppo spesso si è confusa con quella prettamente amministrativa: propaganda e comunicazione istituzionale sono due modi diversi di parlare, che per oggetto hanno lo stesso argomento. I manganellatori della Rai e dei giornali, puristi dell’informazione passando le info del Comune dal blog di Grillo hanno aperto una crepa. Dall’arrivo dei nuovi bus (atto della precedente amministrazione) alla guerra alle slot machine (https://goo.gl/Jhd51b), dal video che mostrava l’ufficio sui Fori alle riunioni di giunta, troppo è stato pubblicato dal dominio beppegrillo.it.

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come rifiuti: in un anno la differenziata è scesa di un punto, le strade sono più sporche secondo i romani. Come fare? Usare una frase tanto odiata: “Ce lo dice l’Europa”. Quell’Europa che i grillini volevano abbattere, adesso – nella conferenza stampa convocata per il primo anno di governo – può essere utile a spiegare un concetto: se non riduciamo i rifiuti non riduciamo l’indifferenziato e non aumentiamo la differenziata. Quindi, è colpa nostra.

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come giunta. Il video alla shining per annunciare le dimissioni dell’assessore Paola Muraro, ex titolare dell’Ambiente risultata indagata, è uno dei più clamorosi errori di comunicazione commessi da coloro che dalla comunicazione hanno costruito consenso e una solida base di elettori.

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come inciampi. Sono quelli relativi alla mancata comunicazione su alcuni passaggi della sua vita: dall’omissione nel curriculum vitae del praticantato svolto nello studio di Pieremilio Sammarco alle collaborazioni e consulenze in società vicine alla destra romana. Niente di illegale, un inciampo appunto. Ma che queste dimenticanze arrivano dalla paladina della trasparenza è significativo.

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come No: no alle olimpiadi, no a questo progetto dello Stadio della Roma. Su questo punto Raggi e il suo gruppo hanno mantenuto fedeltà alle parole delle origini, anzi alla parola: contrari a tutto quello proposto da altri.

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come indagine. Ma anche come invito a comparire. Era il 24 gennaio e il sindaco, come da tradizione, comunica di essere indagata via Facebook. “Mi è giunto un invito a comparire”: ecco come trasformò il vocabolario giudiziario Raggi. Anche in quel caso non mancarono commenti critici, riguardo la scelta comunicativa del primo cittadino. Sul banco degli imputati il passaggio dallo stile comunicativo in prima persona con il quale inizia le prime quattro frasi del suo post “Oggi mi è giunto…”, “Ho informato Beppe Grillo…”, “Ho avvisato i consiglieri di maggioranza…”, per concludere con la frase “Siamo pronti a dare…”; siamo, io e Grillo. Dall’io al noi.

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‘appropriazione’ dei video altrui. “Prendi un video,  taglialo ad arte, togli i loghi, mettici sopra i tuoi e riscrivi la realtà. Il risultato? Una vicenda in cui il merito del M5s è praticamente zero diventa “magnifico risultato della giunta Raggi ma nessuno ne parla”: scriveva così (https://goo.gl/EgzN8B) il direttore di Romatoday, Matteo Scarlino, nel commentare la notizia della strategia Cinquestelle che era quella di rivisitare i fatti per plasmarli a propria immagine e positiva somiglianza. Come accaduto con il cinema in piazza San Cosimato.

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come Roma. La vicenda dello stadio è stata una delle protagoniste nel primo anno da sindaco della Capitale (https://goo.gl/s25mr4), vuoi per l’attaccamento alla maglia da parte di numerosissimi residenti nella città per un progetto sempre rimandato, vuoi per le vittime che ha lasciato lungo il percorso (uno è l’assessore all’urbanistica Paolo Berdini); l’essere contrario alla costruzione di un nuovo stadio sembrava essere punto fermo della nuova amministrazione. La modifica del progetto e l’incontro con il presidente Pallotta, lo scorso marzo, hanno poi fatto cambiare idea sul tema rendendolo realizzabile per la giunta grillina.

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come Ama. Soprattutto in riferimento allo spazza tour. Per dimostrare l’impegno per Roma, Raggi e l’allora assessore Muraro diedero vita a un giro nelle strade della città e tra le sue minidiscariche. Secondo le cronache di quei giorni, un cittadino buttò il vetro nel secchio sbagliato. Raggi, rivolgendosi a un ispettore, chiese di far scattare la multa. La risposta è l’affondo: “Ma qui non abbiamo la raccolta del vetro”; circostanza che fu confermata da un addetto Ama. A dimostrazione che prima del video, è opportuno studiare le zone cui si fa visita. Soprattutto se da sindaco, per smascherare gli zozzoni.

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dal giustizialismo al garantismo: dalle “dimissioni subito” a “leggeremo le carte”. Finito nel tritacarne mediatico e al centro di inchieste importanti, anche i Cinquestelle hanno abbandonato il proverbiale ‘tutti colpevoli’ anche senza sentenza definitiva. Almeno quando a finire nelle carte dei magistrati ci sono eletti con il M5S o assessori scelti dai pentastellati. È accaduto con il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin, è accaduto con l’assessore Paola Muraro poi costretta a lasciare; sta per accadere con il sindaco in persona: Virginia Raggi, infatti, per la questione nomine rischia il rinvio a giudizio. Confermare il cambio di passo, e di comunicazione, appare necessario. Anzi, vitale per la durata di queste esperienza.

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nel gradimento tra i sindaci è penultima. La prima è la sua collega di Torino. E già questo suona come uno schiaffo. Poi ci si mettono i sondaggi su Roma: il 68% dei romani interpellati giudica in maniera negativa l’operato di Raggi. Con il Movimento 5 stelle che dimezza il suo bottino passando dal 35 al 16%. Numeri che parlano, a saperli ascoltare.

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come immigrazione: un nuovo cambio di passo nella comunicazione grillina, utile a rinfrancare l’immagine della Raggi e intercettare quello che secondo i Cinque Stelle sono le richieste dell’elettorato, colmando quel gap dimostrato alle amministrative 2017. Come? Comunicando con le parole d’ordine della destra. Seguendo, inoltre, la rotta tracciata dai dissidenti grillini che in questo primo anno di governo, soprattutto nei Municipi, hanno traslocato verso la casa dei Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni. In questo modo, il Movimento Cinque Stelle anticipa quelli che saranno i temi della prossima campagna elettorale. Secondo gli ultimi studi demoscopici, infatti, è stato evidenziato come la base grillina sia favorevole a queste posizioni di forza, quasi leghiste, su temi come l’immigrazione (https://goo.gl/BQBJZW).

 

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