UN ORGANISMO PONTE TRA CAMERA E SENATO: VIAGGIO TRA GLI INTERGRUPPI PARLAMENTARI

Un fenomeno che in Europa esiste da anni ed è regolamentato. In Italia, invece, non ci sono elenchi registrati e queste associazioni si occupano di argomenti diversi. Creando anche maggioranza alternative

Luciano Di Bacco

Non sono regolamentati, non tutti forniscono gli elenchi degli aderenti, si occupano di argomenti diversi, mettendo insieme deputati e senatori. C’è chi propone una legge per la legalizzazione della cannabis, chi guarda all’innovazione, chi offre studi sull’invecchiamento e chi analisi sui benefici delle sigarette elettroniche. Con una comunione di intenti che può portare a creare delle maggioranze alternative, sia a Montecitorio che a palazzo Madama. Benvenuti nel mondo degli intergruppi parlamentari: una realtà strutturata in Europa ma che in Italia, ai più, è ancora sconosciuta. Ne abbiamo individuati 10, analizzandone 8.

CANNABIS – Gli intergruppi non sono organi istituzionali, come ad esempio le commissioni, ma libere associazioni fra eletti tra Camera e Senato. Il caso più clamoroso è quello che riguarda la legalizzazione della cannabis. L’obiettivo dei 112 aderenti è quello di rendere legale la coltivazione, la lavorazione e la vendita dei derivati della canapa. Gli 88 deputati e i 24 senatori, che rappresentano 10 gruppi all’interno del Parlamento, hanno infatti presentato una proposta di legge che potrebbe essere approvata da una maggioranza diversa da quella che regge il Governo di Matteo Renzi.

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Sul sito cannabislegale.org è possibile scaricare il testo del provvedimento, ma anche studiare i rapporti su vendita e guadagni delle organizzazioni criminali in materia di marijuana e hashish. Il partito più rappresentato è il Pd, con 57 esponenti, nonostante tra i democratici non tutti siano favorevoli all’idea della pianta libera. Nell’intergruppo è presente anche il primo parlamentare, Loredana De Petris, per indice di produttività, secondo gli standard elaborati da Open polis.

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CITTÀ DEL BIO – Ha oltre un anno di vita, conta 44 aderenti (38 provengono dal Partito democratico) ed è nato sotto la spinta della deputata Pd, Silvia Fregolent: è l’intergruppo sulla Città del bio, che si occupa di agricoltura biologica e propone uno stile di vita improntato alla promozione di prodotti naturali, a chilometri zero.

Dare sostegno alle associazioni dei produttori e favorire il recupero delle aree marginali attraverso il sostegno a iniziative legislative inerenti al comparto: è questo l’obiettivo degli ‘Amici del bio’ che guardano alla rinascita di una corretta cultura alimentare, come scritto nel manifesto dell’associazione (scaricabile dal sito www.cittadelladelbio.it/cosafacciamo/intergruppo-parlamentare).

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Nel gruppo, che tende alla maggioranza di governo, sono presenti anche due parlamentari che finiscono nelle prime venti posizioni per indice di produttività: all’undicesimo posto troviamo Buemi (Autonomi), sul diciassettesimo gradino c’è il dem Ermete Realacci. Trentacinque sono i deputati a fronte di soli 9 senatori che hanno aderito all’iniziativa.

 

INNOVAZIONE – Lo potremmo definire come il gruppo giovane, ma non per età bensì per argomenti trattati. L’associazione sull’innovazione, infatti, che prende vita sulle ceneri dei Parlamentari 2.0, propone la conoscenza e lo sviluppo di internet per far crescere l’Italia: “La rete – si legge nel manifesto caricato sul portale www.parlamentari.org – deve essere uno strumento di promozione e crescita culturale. L’obiettivo è una consultazione online per creare regole condivise.

Senza dimenticare il ritardo nella diffusione della banda larga e il gap dei digital divide: perché per i 92 aderenti – che premiano ancora la rappresentatività del Pd con 41 membri – costituisce la principale opportunità di sviluppo. Anche se manca ancora un disegno di legge in materia, presentato proprio dai 69 deputati e 23 senatori di 10 partiti diversi associati al gruppo.

MOBILITÀ – Le problematiche relative alla vivibilità dei centri urbani, la salute dei cittadini e la tutela dell’ambiente sono quelle affrontate dall’intergruppo per La mobilità. Associazione che nasce anche grazie alla spinta esogena della Fiab, sotto il coordinamento dei parlamentari Diego Zanardini e Paolo Gandolfi.

Riforma del codice della strada , con al cento la mobilità cicilistica, proposta di legge De Caro e una sulla rete ciclabile nazionale, insieme a quella di De Lorenzis, sono i principali atti cui hanno lavorato 61 aderenti, 48 a Montecitorio e 13 a palazzo Madama. Sette, invece, sono i gruppi rappresentati all’interno dell’associazione che si appoggia sul sito della Federazione italiani amici della bicicletta.

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PER LA MUSICA – È nato sotto la spinta della parlamentare Elena Ferrara per promuovere la formazione musicale nelle scuole. Ma non fornisce l’elenco degli aderenti, gli unici due nominati sono proprio la Ferrara e Stefano Collina: entrambi iscritti alla formazione dei democratici. Il Ddl Abbado è la proposta di legge voluta per valorizzare l’insegnamento musicale e delle arti performative in tutte le scuole di ogni ordine e grado.

SIGARETTA ELETTRONICA – Più vicino ai gruppi di interesse e di lobby è l’intergruppo sulla Sigaretta elettronica. Fra i promotori il parlamentare Ignazio Abrignani. In totale 10 aderenti, 4 deputati e 6 senatori, che, in attesa della decisione della Corte costituzionale sulla legittimità dell’imposta pari a 0,373 euro per millilitro (Decreto legislativo 188/2014), lavora a studi pronti a dimostrare come l’e-cig è meno dannosa del tabacco tradizionale.

Facendosi, inoltre, promotori di una lettera firmata insieme al comitato scientifico della Liaf(Lega italiana antifumo) e consegnata al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Manifesto, elenco aderenti e attività reperibili sul sito http://www.intergruppoecig.org/.

INVECCHIAMENTO ATTIVO –  L’ultima nata, in questa galassia di gruppi e associazioni, è l’ organizzazione che si occupa dell’Invecchiamento attivo, guidata dal senatore Lucio Romano di Autonomie e dalla deputata Pd, Vittoria D’Incecco. Lo scopo, si legge su www.happyageing, è quello di “declinare le raccomandazioni della Commissione europea e di aumentare di 2 anni l’aspettativa di vita delle persone entro il 2020”. Bisogni ed esigenze dei cittadini più anziani sono al centro del lavoro di 36 parlamentari, di cui 26 provenienti dagli scranni di Montecitorio e 22 dai banchi del Partito democratico. Tra i più produttivi del gruppo spiccano Melilla e Orellana, rispettivamente nono e ventitreesimo.

DIABETE – Sempre nel campo igiene e sanità si colloca l’intergruppo sul Diabete. Un’associazione formata da 23 aderenti, di cui 9 deputati e 14 senatori, che si occupa principalmente di studiare il fenomeno attraverso un osservatorio dedicato. Tra i 10 partiti dell’elenco, spicca ancora una volta il Pd.

Nessun disegno o proposta di legge all’attivo, ma solo due mozioni: dati reperibili sul sito dedicato www.gruppointerparlamentarediabete.it. Promotori dell’iniziativa sono il senatore di CoR, Luigi D’Ambrosio Lettieri, e il deputato dem Lorenzo Beccantini: entrambi ricoprono la carica di presidente.

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All’appello ne mancano altri, a dimostrazione che quello degli intergruppi è un universo variegato, dove trovano spazio tante cause diverse: come quella dei Giovani parlamentari, di cui si ha notizia solo per un incontro – nel 2014 – con l’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Associazione che nel 2015, con Anna Ascani (Pd) è transitata nella rete dei giovani parlamentari europei. Senza dimenticare quelli sulla Via Francigena, con 37 iscritti. Un elenco destinato a crescere.

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Santo Iannò

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